Bergamo Festival 2017

Paure Locali,
Risposte Globali.
Il coraggio
di progettare il futuro.

Bergamo Festival FARE LA PACE torna a offrire al pubblico elementi di comprensione delle molte intricate dinamiche della quotidiana convivenza. Il compito umano di fare la pace, di negoziare cioè un accettabile ordine civile, ha davanti a sé tornanti sempre nuovi e decisivi. Si tratta di questioni che nascono a volte lontane da noi, ma i cui effetti ritroviamo in molto concreto nei luoghi in cui viviamo. Attraverso le parole di autorevoli testimoni e protagonisti di livello internazionale, cerchiamo di offrire utili criteri di comprensione della realtà. Per lenire le inquietudini e aumentare il senso critico.

Nella edizione del 2017 questo sguardo complessivo passerà attraverso un tema specifico: PAURE LOCALI. RISPOSTE GLOBALI. Il coraggio di progettare il futuro. Il presente nel quale viviamo è segnato un po’ ovunque da timori e inquietudini che toccano la percezione comune della gente. Tutti vivono accompagnati da nuove paure. Esse sono quasi sempre legate all’immediatezza del proprio contesto di vita. Sono paure locali. Cresce perciò la convinzione di poterle sconfiggere, o per lo meno di poterle mitigare, attraverso scelte politiche di respiro altrettanto locale, immaginando che affrontare le cose nel piccolo delle identità territoriali consenta di proteggere meglio il proprio benessere e la propria sicurezza. In realtà i problemi che sono all’origine dei molti timori e delle molte inquietudini presenti oggi tra la gente, sono problemi di natura globale, che richiedono quindi risposte ampie e sistemiche, oltre che di lungo respiro. La politica, chiamata ad avere uno sguardo progettuale di lunga durata, per ragioni facilmente intuibili, sembra al contrario seguire gli umori diffusi e stabilire su di essi la loro agenda progettuale.
Ma per affrontare il futuro occorre almeno che il lavoro della politica sia in grado di affrontare le questioni sul tavolo della vita planetaria con sguardo complessivo e con acutezza prospettica. Ci serve il coraggio di progettare il futuro. Non la rassegnazione di subire il presente.