2017

Gio 5

Voci per la pace
Codice Evento 1073
MOSTRA - Costellazione Provvisoria
h 09.00_Centro Congressi Giovanni XXIII - Bergamo

a cura di Emanuele Dottori

5 MAGGIO - 15 GIUGNO

Costellazione Provvisoria è un’installazione di otto dipinti, esposta nel 2015 alla Filanda di Martinengo (BG) e al Palazzo Pirelli, Milano. In occasione del Festival, per il Foyer del Centro Congressi, l’artista ha selezionato dal progetto originale quattro città: Dresda, Baghdad, Gerusalemme e Gaza. I dipinti, posti in verticale su due grandi coppie di parallelepipedi neri, sono disposti come le pagine di un libro aperto, e raffigurano due facce della stessa città. O quasi. 

Sulla pagina a sinistra dei due “libri” troviamo uno scorcio notturno delle città di Dresda e di Baghdad. A destra, in ciascun dittico, è posta invece due tele gemelle, dedicata alle stesse città, ritratte in un momento in cui sono accese non dai lampioni ma dal brillare delle bombe. 

Al centro, sostenuta da un ultimo parallelepipedo, conclude la serie un’ultima coppia di tele, in realtà realizzate per prime, come bozzetti preparatori. Distese in orizzontale, ritraggono le due città che hanno generato e che concludono il percorso e il conflitto ancora in atto tra di esse, ferita aperta in Terra Santa. In basso c’è Gerusalemme di notte, in alto c’è Gaza: l’altra faccia di Gerusalemme e della sua guerra. 

Il titolo della mostra si riferisce all’aspetto della città vista dall’alto o dal satellite, che ci appare come un firmamento in cui le stelle sono le luci delle strade e delle case. Ciascun dittico rivela come quella costellazione urbana, assai più precaria delle stelle, siamo noi uomini, con la nostra fragilità. Due visioni opposte e complementari in cui il dramma della guerra non é meno importante del dramma quotidiano che si cela dietro alle finestre delle cucine e dei salotti delle case.

“Milioni di stelle artificiali, perciò umane, trasformano la città in un cielo trapuntato che, anche di notte, non fa un passo indietro. È un firmamento al contrario, sempre a rischio di essere mangiato dalla sua provvisoria costellazione”. (Emanuele Dottori).